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AUTO TRIBUTO A ME STESO

Di e Con

Ignazio Chessa​

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Lo spettacolo

“Tributo a me steso” Nasce da un errore del tipografo, che ha messo una sola esse, anziché stesso, steso; quindi il titolo, per non spendere altri fondi, e stampare altre locandine, è rimasto così. Chessa per giustificare il titolo, si stende qualche secondo, prima di cominciare lo spettacolo in forma di Varietà che celebra dei poeti dimenticati, perché mai palesati nel mondo reale. I poeti trovano vita grazie ai sogni dell’autore che di suo pugno riesce a scrivere le poesie durante la fase profonda del sonno.

L’autore/attore, viene posseduto in sogno da queste anime poetiche e il risultato sono una serie di poesie che affrontano temi quotidiani e valorizzano le banalità senza offesa per il quieto vivere degli Hinuit, per caso. Gli argomenti spaziano dall’importanza che certi oggetti gregari hanno nella nostra vita: i tappi, la menta piperita, i coriandoli, gli analgesici e le spazzole vetuste. Il pubblico è parte integrante dello show, Il Notaio omologato comproverà con la sua autorevolezza in leasing, la liceità dei temi trattati, e anche come Curatore dell’immagine sarà attento di volta in volta a dettare il dress-code per ogni brano oculatamente scelto e reso prezioso dalle musiche elette dal miglior offerente.

Lo Spettacolo ha la durata di un’ora; se ci saranno Bis, ci sarà un contributo in più per pagare lo straordinario del Notaio e del Curatore di immagine.

Lo spettacolo non userà il turpiloquio ma il doppio senso blando e il nonsense a dosi massicce. Gli spettatori saranno trattati con prodotti naturali. Chiamate per programmarlo prima che diventi moda, vi costerà un po’ meno, ma in ogni caso costa già molto, ma siamo certi ve lo possiate permettere. Libero tutti.

Vi aspettiamo col biglietto in una mano e un fiore nell’altra.

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